lunedì 30 novembre 2009

la bubble economy e il biglietto del cinema

non sono nella finanza e non sono nel real estate, per cui probabilmente non avevo da incantare la gente con promesse e cazzate riguardo al mondo, ai fondi, e a dubai. ho visto la cina ed era una bolla, un'economia non pronta. e la sto vedendo barcollare.
ho visto dubai e l'ho vista una bolla anche peggiore.
se l'economia si basa sul rapporto tra domanda e offerta, allora questa non è un'economia, è follia.
se guardate i palazzi, le case, sono vuoti.
la sera la cosa diventa evidente. nei palazzi da trenta, quaranta piani, si illuminano solo una/due finestre a piano. per una media di dieci appartamenti a piano, fate due conti...
diciamo che arrotondando all'eccesso, l'ottanta percento degli appartamenti sono sfitti, o vuoti. e allora perchè sono li? perchè sono gia stati pagati in anticipo.
ricordatevi questo numero... 80%... perchè da aprile il mercato ha oggi perso il 50% del valore e oggi il financial times annuncia un tracollo entro fine anno (manca un mese.... ) per un ulteriore crollo del 70%. intanto sono contento che finalmente il FT abbia trovato la sveglia e gli occhiali. ma come è possibile?

il gioco era questo. io ti chiedo dei soldi per costruire. diciamo 100 soldi.
tu per prima cosa andavi in banca e chiedevi 100 soldi alla banca, che te li dava perchè era sicura che con quei cento soldi, tu compravi un apparamento che valeva più di 100 soldi e che quindi eri sicuramente in grado di restituire alla banca 110 soldi.
torniamo a noi. costruisco e tu hai pagato, con 100 soldi, la costruzione e l'appartamento, per cui, dopo sei sette mesi, ti trovi con un appartamento da vendere o affittare.
questo appartamento lo vendi ad almeno 300, quindi tra banca e tutto, ti restano 290 soldi.

fin qui la cosa funziona. ma questo non è quello che succedeva e succede....
a questo punto hai 290 soldi e che cosa fai?
compri altri tre appartamenti, per 300. e rifai il giro... banca, vendi.... e via di questo passo.

l'errore dov'è? l'errore madornale, è che tu sei partito da zero e non hai messo via niente!!
quel poco che hai messo via probabilmente lo hai messo nella stessa banca che ti prestava i soldi, e siccome questa banca è di dubai e dubai è notoriamente nella blacklist, la banca non può chiedere in giro, se tu sei uno che i soldi li ha davvero oppure no.

e l'errore adesso diventa il disastro. cosa succede se non trovi più nessuno cui vendere le case che hai?! diciamo che hai speso 1000, e alla banca a questo punto devi 1100. hai dieci appartamenti con cui contavi di fare 3000 soldi. per prima cosa la banca ti chiede i 100, che non hai se non vendi gli appartamenti. tu di soldi non ne hai, per cui la banca si prende almeno uno dei tuoi appartamenti. diciamo ovviamente il migliore.
la banca però non ha tempo di aspettare di trovare qualcuno che si compri il tuo appartamento a 300 e quindi abbassa il prezzo a 280, così, uno che lo compra a 280 lo trova.

problema. siccome le case intese come "abitazione", dove qualcuno ci vive davvero, sono tutte vendute, in giro ci sono solo spaculatori come te, per cui non c'è nessuno che compra le tue altre case nè a 300 ne a 280. allora tu scendi a 250 e la banca a 200.
questo è innanzitutto possibile perchè quelle case non valgono 200, ma forse forse 100, che è il prezzo a cui tu in effetti le avevi comprate.

in poche parole, riassumendo, tu ti trovi OGGI ad avere nove appartamenti che forse forse valgono 900 (alla banca ne hai gia dato uno), che nessuno ti compra e che probabilmente, dato che sono fatti benissimo, tra qualche mese o anno, essendo vuoti, varranno 450.
La banca nel frattempo ha dato a te 1000, ha un appartamento invenduto a 100, e quindi ha in mano un buco di 800 !!

tu da qualche parte a dubai hai una casa tua, che hai pagato con altri soldi della banca, per cui probabilmente la banca ti sta per chiedere le chiavi di casa. la scuola della figlia l'hai pagata con un altro finanziamento, come anche la macchina. del resto eri uno che sulla carta aveva un patrimonio di 3000!
tu se sei furbo hai pagato un aereo con un assegno postdatato e sei scappato lasciando la macchina in aeroporto.

enjoy. il prossimo spettacolo si tiene a....

domenica 22 novembre 2009

ghost-town

prima di leggere, fate partire questa


a un certo punto della vicenda del dubai, nel panico da costruzione, a qualcuno è venuto in mente di rivoluzionare tutto il real estate e farne un casino alla luce del sole.
tutti costruivano le cose più impensabili, per cui bisognava costruire subito, altrimenti si perdeva il treno. risultato? ci sono treni ovunque, costruiti alla ben'emmeglio, ma mancano le rotaie e pure i passeggeri. il progetto meglio riuscito in questo casino è la dubai marina, che già è semideserta nella parte dietro al jumeirah beach residence, che invece è praticamente in spiaggia. cinquanta piani di monumento al cemento. uno? no, sono otto palazzi. enjoy the nice view. affianco ad esso abbiamo la dubai media city, con all'interno la internet city. palazzi da una decina di piani massimo, molto moderni, uffici. ci "abitano" le varie televisioni e giornali. devo dire ben fatta, carina come zona. di sera un deserto, ma di giorno bellina. ritengo sia una pessima pensata quella di separare la zona lavoro dalla zona abitativa, perchè costringe tutti a salire in auto e smotorarsi per delle ore. capita ad esempio che i miei colleghi indiani, che si trovano bene nell'emirato di sharjah, lavorino assieme a tutti gli altri indiani nell'emirato di dubai, e che quindi tutti i giorni si facciano un'ora e un quarto di macchina per venire al lavoro. distanza in linea retta: 5 km. che però non si possono fare a piedi perchè c'è caldo, o molto più praticamente perchè non c'è che l'autostrada a collegare le due zone. insomma, grandi cose. dicevo che in questo marasma, qualche fulminato ha pensato bene di fare cose che era meglio non fare. come ad esempio la international city di cui prima. in se il progetto era carino. una città che rispecchi le filosofie architettoniche di tutto il mondo, in modo che gli studenti delle università vicine, potessero mescolarsi e sentirsi a casa nello stesso tempo. peccato che non hanno più costruito le università e che di studenti... ma veniamo alla nostra ghost-town. doveva essere il centro in cui trasferire tutte le aziende e le persone che lavoravano nel hi-tech. e quindi come non chiamarla la silicon oasis. chiudete gli occhi e pronunciate a bassa voce... silicon oasis... suona bene vero? ecco. ci sono stato per caso venerdì, uscendo da international city. sulla cartina sono vicine, ci ho messo venti minuti a girare intorno a tutti gli svincoli. in realtà volevo andare a casa, ma poi ho visto le torri dove un amico ha investito e allora mi sono fermato a fare due foto.
quelle due torri sono l'unica cosa semifinita che ho visto. il resto è una città fantasma. scheletri di palazzi qua e la, con strade coperte di sabbia a unire due punti invisibili in due quadrati di deserto. una tristezza infinita. per me un parco giochi. non c'èra anima viva, e allora via, frenammani sul sabbiolino, smotorate... ahaaa, che divertimento. mentre procedevo vedevo tutti questi camion cisterna e non capivo, finchè non ho visto LUI!






l'ecomostro di cemento peggio del jbr! ma va che bellezza! che stile, come si staglia contro il cielo! peccato che siccome tutti i progetti sono stati congelati o abbandonati, non sono state ultimate le tubature dell'acqua. due più due, giro dentro alla piazza principale di silicon oasis e tracchete, fila di camion cisterna che portano l'acqua al mostro. fabuloso! sono andato avanti ancora un duecento metri, e arrivato in fondo, allo svincolo, pendolino e via verso casa!

whattafriday

esco con la vettura. la sera prima nel fare jogging ho gia puntato una serie di autoveicoli abbandonati cui devo fare delle foto. mi porto ciabattine e asciugamano anche perchè vorrei fare il bagnetto da qualche parte. l'idea è di arrivare poi al parcheggio principale del marina, parcheggiare e fare colazione.

ovviamente non succede niente di tutto ciò. faccio le foto. mi infilo in un vicolo tra due cantieri con l'idea di voltare l'auto e tornare indietro. auto. portapacchi. surf. spiaggia. sdraiette. frigo. musica. surfisti!!! evvai mi dico!!
mi fiondo in spiaggia e trovo sti personaggi da un mercoledì da leoni, completamente rintronati da birra ed "altro" in questo sperduto angolo di dubai dietro ad un cantiere navale. cazzo, sembra peggio di capo noli, che è tutto dire. faccio lo gnorri, controllo la situazione, le onde.
"fucking sucks man, no fucking shore, yeeeeah, fucking everything".
il letterato mmmmmeregano da cui fuoriesce una quantità di fucks impressionante mi si avvicina, ha notato subito la maglietta della mistral. il suo amico australiano lo accompagna.
"ya'a bloody windsooofa mate?", ridacchia.

a questo punto nei film e nella realtà della vita da local, si fa a botte.

"yes i am man, but no fucking wind, and no fucking waves and hey worst shit, i got no gear, fuckin' hell" "oh bloody hall man, you are in hell, ain't ya...."

dopo questo aulico scambio di opinioni mi dicono che non ce n'è, poca roba, niente aria, poco vento, un disastro, niente marea. forse per mercoledì tira su qualcosa, almeno così sembra. "yeah, but fuck, dont' expect a wave as you are used to. this is a one meter shit, but fuck, who wants to complain". insomma, mi vogliono pure offrire qualcosa e mi faccio dare una birretta piccola. bicchierino per non essere scortese. siamo in spiaggia, seppur in un postaccio da surfisti, ma comunque sarebbe da ergastolo gia solo il bere birra all'aperto.

il gruppetto è molto rilassato. del resto qui a cento metri c'è la centrale elettrica, non c'è nessuno, qualche pescatore su un moletto. no, non ci viene a chiedere niente nessuno, finchè non fai casino, in pieno centro non è che ti dicono nulla.

quattro chiacchere e mi faccio convincere ad andare a vedere un negozio di surf.
"just very near, in international city, russian quarter". dopo aver visto cosa combinano questi, come resistere alla tentazione. insomma, la giornata puzza di anarchia e punk a stare lontano, figuriamoci se non vado subito a international city, russian quarter, chissà che cazzo c'è.
e poi è just around the corner.

trenta minuti dopo.... just around the corner mi trovo in un cesso di posto, nel fondo del dubai. un villaggio costruito da un malato di mente che ha pensato di costruire un paese ispirandosi all'architettura italiana, inglese, russa. in pratica ha fatto disegnare tre palazzi in tre stili che lui ha definito come europei, e poi li ha moltiplicati per venti, creando international city. un mostro orrido e schifido, con strade mal tenute, piene di sabbia. indostani dappertutto e cinesi, tanti, tanti cinesi. macchine della madonna, lasciate li, che non capisci cosa gli sia passato per la testa al proprietario di andare a vivere li. lievemente sconvolto, non ho fatto nessuna foto. i parcheggi erano pieni di gente che giocava a cricket tra le macchine in un ambientazione da post disastro nucleare. altro che la dubai della costa. qui c'è l'entroterra, lo zoccolo duro.




cerco il bloc v13, russia. non trovo nulla. continuo a perdermi nel labirintico parcheggio che circonda ogni blocco. niente. finalmente trovo i bloc v, ma la malattia mentale del progettista ha dato una numerazione a caso. affianco al v11 non c'è traccia ne del v12 ne del v13.... c'è il v4 e il v22. impreco pesantemente.
dopo altri quindici minuti risolvo la questione chiedendo a ogni indostano che trovo, e finalmente, ecco il surfshop. lo vedete nella foto? ecco. figuratevi a passarci in macchina. scazzatissimo e scoglionato, entro. tanta roba usata, ma da gente che ha lasciato il paese, dopo aver portato la roba alle maldive o in sudafrica, quindi tavole impossibili per la microonda che c'è qui.
c'è un martoriato longboard, o dei fiammanti minimalibù a cinquecento euro.

vabbeh, saluto la ragazza sudafricana, una domanda. ma come mai un negozio.... qui?!? cioè... tipo.... "ma, sai, con mio marito abitiamo alla spiaggia del jumeirah, ma costava troppo e allora il negozio lo abbiamo qui...." bravissimi. e me ne torno verso casa.
giuro. se fosse stato sulla spiaggia, vicino a casa, il surf lo compravo.
ma qui, nel russian block v13, mi gira talmente la fava, che quasi glielo davo in testa.

giovedì 19 novembre 2009

non dire gatto


tra le varie amenità gadgettistiche del buon beppe, c'è anche il gatto bao, o come si chiama quell'inquietante presenza dorata, pesantissima, in rifiuto tossico fuso, che nella tradizione cinese porta una gran fortuna. trattasi di oggetto onnipresente negli uffici, ed ha questo braccino in plastica, collegato ad un motorino che lo fa pendolare avanti e indietro. la giornata butta male. le telefonate in ufficio non entrano, non girano, non c'è amalgama, feeling col cliente. mi giro e...
EMERGENZA il peloso feticcio dorato è fermo! immobile, quasi paralizzato col suo sguardo tra lo stupito e il disperato, immobile, fermo, scarico! l'unità anticrisi dell'ufficio si mobilità con la rapidità richiesta da tale momento drammatico.
"jenny" urla beppe, sconvolto, "ricordati di non prendere le duracell!! "ok boss" risponde la migliore assistente del mondo mentre il ticchettio della sua corsa si perde nel corridoio mentre scompare in ascensore. i secondi sembrano minuti e i minuti ore. in ufficio non vola una mosca. non potrebbe del resto. il gelo attanaglia gli animi dei presenti. l'ansia dell'attesa sta per lasciare spazio allo sconforto, quando il campanello dell'ascensore riporta la jenny dentro l'ufficio, che prontamente inserisce la linfa vitale nel gatto, che per un solo lunghissimo, interminabile secondo, sembra aver perso la gioia di vivere, ma poi riprende a spendolare felice, accompagnato da quell'orrido rumore di metallo sfregato contro la plastica che contraddistingue il suo battito cardiaco!


la giornata è salva, l'ufficio pure. la vita riprende. "vedi bruno, funziona solo con le pile più schifide della cina, quelle azzurre, con l'elefantino. ho provato a metterci le duracel, manca poco che si fulmina tutto, abbiamo passato dei bruttissimi momenti. poi la mitica jenny ha trovato le batterie giuste, quelle da un kuai emmezzo, neanche quindici centesimi di euro, e l'abbiamo recuperato, ma era mancato veramente poco. fortuna che anche oggi è andata bene". ci abbracciamo tutti, commossi, mentre i telefoni squillano in un tripudio di melodie midi

maikonauta


il fornitore di pannelli fotovoltaici di beppe, non poteva sapere. non poteva neanche sospettare che avrei usato il suo gadget come stazione spaziale orbitante. la partenza è avvenuta in un pomeriggio di ottobre, ma non abbiamo voluto dare pubblicità alla cosa, per non creare il panico tra i terrestri. un viaggio in sordina, dal centro di shanghai. abbiamo sfruttato un rumorosissimo matrimonio cinese per far decollare il razzo senza dare nell'occhio.
il posizionamento in orbita geostazionaria è avvenuto nel primo pomeriggio del ventisette ottobre, quando ho fatto finta di prendere l'aereo per dubai. lo stuntman filippino ingaggiato per l'occasione è stato bravissimo, e nessuno si è accorto di nulla. qualche giorno dopo sono tornato sulla terra, del resto mancano ancora molti moduli per completare la stazione per intero. al moduloA abitativo portato in primavera, è stato aggiunto il moduloC cucina. le ultime notizie dalla cina mi confermano che per gennaio sarà pronto anche il moduloCom con la strumentazione in bassa frequenza e le antenne radio. il moduloDJ è ancora in progettazione, mentre stiamo ultimando la realizzazione dello shuttle maikosmos che faciliterà oltremodo i viaggi verso la stazione.
a presto.
visti da lassù eravate bellissimi

mercoledì 28 ottobre 2009

Che palle

Sono salito in taxi alle 19.30 di shabghai. Arrivato alle 20.30. Imbarcato alle 22.15. Orrenciuss fino alle 23.00. Rullaggio per 45 e dico 45 minuti!! Volo. Transformers 2, bello ma cazzatissima, Xmen the beginning.. Ma perche'.. He's not that into you, bello ma siamo atterrati. Nel mezzo dormite a tappe e scalata freeclimb con mossa a due dita e due appoggi con slancio finale oltre il braccialo, manolo style per saltare via il vicino, un indiano immenso, e andare al "restroom", che la toilet e' da pezzenti.
Atterrati, ci spariamo altr 23 minuti di rullaggio, e ora suppongo di essere a casa alle 9.40 ora della grande cina.
Insomma... door to door 14 ore di cui una passata a rullare, e un due emmezza in aeroporto. Mi avessero almeno lasciato finire il film, e invece no, si spegne prima dell'atterraggio per mandare la pubblicita'.....

Don't mind the credit crunch and shop!
Niente male come slogan, da un senso di ottimismo misto a follia. Intanto scorrono immagini di orologi, piscine, vestiti, macchinazze... "Quelle le compri direttamente in aeroporto ormai!!" Ironizza il vicino tedesco dalla fila dietro.. Risatine a denti strettini tra i presenti...

Vabbeh, straparlo, come sempre. Sono le 5.30 ora locale e siamo quasi a casa. Mi sa che svengo appena tocco il materasso.
bberry

martedì 27 ottobre 2009

....Io la faccio qui

Sto andando in aeroporto.
Diciamo che mi sta bene partire. Rivedere la cina ogni tot fa bene, l'importante e' ripartirne prima che faccia male.
Che ci sia crisi si sa, e anche qui il motto e' dire che in realta' il peggio e' passato e adesso via che si parte. Tutti gli italoshanghairen pero' me ne contano un'altra di storia, e se non la raccontano e' perche' sono gia' in italia, chi contento e chi meno, chi ha perso il lavoro, "mah, intanto facciamo da qui, ma mi sa che di la... La casa e' andata, il visto e' scaduto.." e chi invece ti chiede consigli su come spedire tutto a casa senza dover piangere sangue..
Intanto il traffico e' bloccatissimo che stanno finendo i lavori dell'expo, del resto mancano due mesi al duemiladieci..
Haibo, l'orrida mascotte che in un perverso senso del kitch raffigura anche il carattere "ren", uomini, popolo, noi... mi guarda passare in auto. Onnipresente, e' fastidiosissimo. Vedremo la nostra..

Niente, la coda va avanti lentissima. Che cacchio, sono le sette, cosa mai dovranno fare.
C'e' un bivio, una cuspide... Ecco, classico, si sono tampoonati. Due auto ferme, quattro frecce... Due che pisciano.
No, ma dai ma siete due minchia dai, ma che e'!!
Sti due belli freschi che pisciano in mezzo alla strada bloccando tutto!!

Ho capito che premeva, ma accosta, no? Ah, ma in effetti c'e' haibo che guarda..

Vabbeh, per stavolta. Chiudo gli occhi e mi lascio cullare nella sera
bberry

lunedì 26 ottobre 2009

family - vi abbraccio tutti, commosso!